Vitorchiano

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Vitorchiano

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Vitorchiano (ויטורקיאנו)

Provincia di Viterbo. V. sorge su di un’area abitata già dall’età del bronzo e fu un castrum romano. Nel XIII secolo il centro, liberato dai viterbesi, divenne un feudo di Roma, ma le lotte con i primi proseguirono per tutto il secolo, finché Roma non nominò V. Terra fedelissima all’Urbe.

 

L’esistenza di un insediamento ebraico a V. si deduce dall’elenco delle sinagoghe che, sino alla Bolla di espulsione del 1569, corrispondevano la tassa alla Casa dei Catecumeni di Roma, in cui figurava anche quella di  V., prima con 10 e poi con 12 scudi. Per l’ epoca precedente, sono stati reperiti solo alcuni documenti relativi alla presenza ebraica a V. : nel 1529 veniva concesso a Michael  Ysac da V. di procedere contro Francesco Orsini e gli uomini di Vicovaro che l’avevano depredato di merci e gioielli  senza risarcirlo, nel 1545 veniva concessa una tolleranza per gestire un banco feneratizio a V. a Pacifico di Magister Leuccio da V. e a Laudadio di Mosè de Blanis, medico a Viterbo, insieme al permesso di operare come cambiavaluta e per il 1547, infine, è stata ritrovata una quietanza di pagamento fatta da ebrei locali[1].

Secondo la tradizione popolare, tuttavia, vi sarebbe stata a V. una casa chiamata la  ”casa del rabbino”, identificata oggi con l’edificio ubicato in Via Ughelli, n. 28 (già n. 13)[2].

 

 

Bibliografia

 

Pavoncello, N., Le comunità ebraiche laziali prima del bando di Pio V, in Lunario Romano 1980: Rinascimento nel Lazio, Roma 1980, pp. 47-77.

Simonsohn, S., The Apostolic See and the Jews, 8 voll., Toronto 1988-1991.

 


[1] Simonsohn,S., The Apostolic See and the Jews, doc. 1403, 2579; Inventario degli Antichi Archivi Comunali e notarili di Vitorchiano, riordinati da V. E. Aleandri, Vignanello 1914, p. 9 , cit. in Pavoncello, Le comunità laziali, p. 67.

[2] Ibidem.

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