Biella

Titolo

Biella

Testo

Provincia di Vercelli. Situata sulla destra del torrente Cervo, Bagella fino al 1400 rimase sotto la tutela del Conte Verde, passando poi alla signoria dei Savoia. Intorno al 1570 B. fu occupata alternativamente dai francesi e dagli spagnoli, pur continuando a fare parte dei domini sabaudi.

Nel 1622 la città venne eletta capoluogo di provincia e nel 1647 gli spagnoli vi entrarono, saccheggiandola. Occupata nuovamente dai francesi nel 1704, venne successivamente liberata con la battaglia di Torino. Nel 1772 Carlo Emanuele III duca di Savoia la elesse a vescovado, ma nel 1798 le truppe rivoluzionarie francesi entrarono in città. Dopo il Congresso di Vienna, B. ritornò sotto la signoria dei Savoia[1].

Poco si conosce dell'origine e della vita comunitaria degli ebrei biellesi e la mancanza di una vera documentazione ci fa pensare che fosse forse una Comunità composta da pochi elementi stabili. Si parla, infatti, di 6 o 7 famiglie anche nel periodo di massima espansione: i nuclei più numerosi erano gli Jona, provenienti da Ivrea, e i Vitale da Alessandria, provenienti da Vercelli[2].

Banchi di prestito

Nel 1580 Giulio Jona era proprietario insieme ai fratelli del banco di prestito di B.

Nella tolleranza papale del 1584, nell'elenco dei banchieri che avevano ottenuto la concessione di esercitare negli stati sabaudi, figuravano nuovamente i nomi di Giulio Jona ed i fratelli. Angelo Jona era proprietario nel 1586 del banco di B. e nel 1598 il cardinale ciambellano gli rinnovò, insieme al fratello Gabriele, il privilegio.

Nel 1602 esisteva a B. anche un banco feneratizio separato, gestito da Gabriele Jona.

Nella concessione ducale del 1624, risultavano proprietari di un banco ciascuno a B. ancora i fratelli De Jona e i figli di Vital Treves[3].

Vita Comunitaria

Nel 1446 Raffaele Mayer, residente a Biella, pagava una multa di 40 ducati per avere molestato e maltrattato un altro ebreo della città, Jacob Aluf.

Nel 1448, un certo Pietro Conti di B. ricevette l'indulto dopo essere stato condannato per avere maltrattato un ebreo e nel 1468 gli ebrei biellesi pagavano 12 denari per i mandati ducali che erano stati emessi a loro favore.

Nel 1572  Sansone de Bachis di B., un tempo residente a Como, si rivolse alla corte di giustizia, affinché fosse annullata la tassa che egli continuava a pagare, come ebreo, al ducato di Milano.

Nel 1592 Gabriele Jona ottenne il permesso dal duca di portare la spada e il pugnale durante i suoi viaggi e nel 1597 la Madama Reale garantì a Vitale Treves, che viveva a B., di trasferirsi per dieci anni a Vercelli e di aprirvi un banco separato, pagando alle casse ducali 45 ducatoni e un censo annuo di 8 ducatoni.

Altri documenti riguardanti la presenza ebraica a B. risalgono al 1759 e consistono in atti di nascita e di morte[4].

Il Ghetto

Le Regie Costituzioni del 1723 imposero l'istituzione di un ghetto in tutti i domini sabaudi. Nel 1724 un quartiere separato nel quale gli ebrei fossero riuniti fu costituito anche a B.: esso, come richiesto dal consiglio della città, doveva essere isolato e lontano dal centro abitato e fu situato nella parte superiore della città, B. Piazzo, nel quartiere del Bellone[5].

Cimitero

Nel 1787 la "Società del picciol numero degli ebrei", chiese e ottenne dal duca il permesso di allargare il proprio cimitero[6].

Demografia

Nel censimento ordinato da Carlo Emanuele III nel 1761 risultavano residenti a B. 7 famiglie ebraiche, per un totale di 26 persone. Nel 1774 il numero degli ebrei era sceso a 20[7].

Bibliografia

Colombo, D., Il ghetto di Biella, in RMI XLIII (1977), pp. 672-677.

Foa, S., Banchi e banchieri ebrei nel Piemonte dei secoli scorsi, in RMI XXI (1955), pp. 127-136, pp. 284-297, pp. 471- 485, pp. 520-535.

Loevinson, E., La concession des banques de prêts aux juifs par les papes des seizième et dix-septième siècles, in REJ 92 (1932), pp. 1-30; 93 (1932), pp. 27-52, 157-178; 94 (1933), pp. 57-72, 167-183; 95 (1934), pp. 23-43.

Segre, R., The Jews in Piedmont, 3 voll., Jerusalem 1986–1990.

Servi, F., Uno sguardo alle comunità israelitiche. Biella, in Il Corriere Israelitico, 1869-1870.


[1] AA. VV., Biella, pp. 980-983.

[2] Colombo, D., Il ghetto di Biella, p. 674.

[3] Foa, S., Banchi e banchieri ebrei nel Piemonte dei secoli scorsi, p. 131, pp. 284-285, pp. 477-478, pp. 480-481, pp. 520-535; Loevinson, E., Banques de prêts, p. 49;  Segre, R., The Jews in Piedmont, I, doc. 1052, 1174, 1294, II, doc. 1361, 1400, 1639, 1676, 1736, 2040.

[4] Segre, R., op. cit., I, doc. 440, 708, II, doc. 1526, 1673; Servi, F., Uno sguardo alle comunità israelitiche italiane. Biella, p. 192; Simonsohn, S., Duchy of Milan, p. 2784.

[5] Segre, R., op. cit., III, doc. 2697.

[6] Segre, R., op. cit., III, doc. 3373.

[7] Segre, R., op. cit., III, doc. 3148, 3260.

Geolocation