Bivona

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Bivona

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Bivona, 25 chilometri a nord-est di Sciacca, in Val di Mazara, fu un feudo dei Chiaramonte, dei Peralta e dei de Luna. Nata come casale intorno al 1172, cominciò a svilupparsi, parallelamente all’espansione dell'elemento ebraico, in particolare nella seconda metà del '400. Il primo contatto degli ebrei con B. risale probabilmente al 1388, quando un certo Fariono Subena viene definito abitante del casale di Scibè, vicino a B. In seguito sono ritracciabili solo sporadici riferimenti relativi ad ebrei che si erano trasferiti da B. a Palermo, o viceversa. Una comunità appare, però, per la prima volta nel 1454, e, come spesso accade, su un elenco di tasse. Essa contava, al momento dell'esodo, circa 350 adulti. Nel settembre del 1492, 39 capi famiglie di B. davano procura a Leone Faldali di prendere a noleggio una nave, di proprietà di un certo Niccolò di Bonfiglio di Lipari, da utilizzare per il viaggio verso altre località dell’Italia meridionale (Tropea o San Lucido). Il prezzo concordato era di 10,15 tarì siciliani a persona, ad esclusione dei bambini di età inferiore agli otto anni, che pagavano la metà.

Il quartiere ebraico di B., per il quale abbiamo una testimonianza risalente al 1479, era situato vicino alla piazza principale della cittadina.

Tra gli ultimi ebrei attestati a B. compare Salamone Bas, noto medico e commerciante palermitano, che si convertì al cristianesimo al momento della cacciata dalla Sicilia[1].


[1] Bresc, Arabi, p. 217; Marrone, Bivona, passim; Palermo, Jewish Settlement, p. 102 e segg.; Simonsohn, Jews in Sicily, Doc. 3071, pp. 5677, 8162 (Contrada Giudea), 8587 e segg. Sui rapporti degli ebrei con l'autorità, con le istituzioni comunitarie ed altri aspetti si veda la voce relativa alla città di Palermo.

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