Nonantola

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Nonantola

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Provincia di Modena. Borgo della pianura modenese, situato alla destra del Panaro, a 10 km. dal capoluogo, sorse intorno alla abbazia di N. che, fondata dai Longobardi, giunse presto a grande ricchezza e fama e fu spesso data dai sovrani ai propri sostenitori. Governata dai propri abati sino al 1044, per la sua importanza venne contesa, per quasi due secoli, tra i vicini comuni di Bologna e di Modena, sino ad essere assoggettata stabilmente a Modena, dopo varie vicende, nel secolo XV. L'abbazia, oltre ad avere una ricchissima biblioteca, ebbe anche una tipografia propria.

La presenza ebraica a N. è controversa, in quanto, nonostante il ritrovamento in loco di un gran numero di manoscritti ebraici[1], allo stato attuale della ricerca non risulta documentata l'esistenza di una Comunità[2].

L'ipotesi più convincente per spiegare la gran copia di fogli di manoscritti ebraici rinvenuta in questa località è, pertanto, quella che ritiene che siano appartenuti alla biblioteca del dotto Avtalyon (Ottavio) Modena, vissuto per un periodo a N. e trasferitosi, in seguito, a Ferrara, senza portarvi tutti i testi in suo possesso[3]. Avtalyon (1529–1611), figlio del celebre medico Mordekhay ben Yishaq (Angelo di Isac) di Bologna, fu fratello di Isac Modena, il padre del noto rabbino Leone da Modena. Nato a Bologna, si trasferì a N. presumibilmente dopo la cacciata degli ebrei da Bologna, nel 1569, per lasciarla più tardi, per trasferirsi a Ferrara, a dirigerne la yeshivah. Tra i particolari biografici di rilievo, l'udienza ottenuta, nel 1582, da papa Gregorio XIII, per perorare - con successo - la causa dei libri ebraici - e del Talmud, in particolare - minacciati di confisca da parte delle autorità ecclesiastiche[4].

 

Bibliografia

Colorni, V., Judaica Minora, Milano 1983.

Fregni, E.- Perani, M. (a cura di), Vita e cultura ebraica nello stato estense, Nonatola 1993.

Ghirondi, S. -Neppi, H., Toledoth gedolei- Israel, Trieste 1853.

Perani, M., Frammenti di manoscritti ebraici nell'Archivio della Partecipanza Agraria di S. Agata Bolognese appartenente all'antico territorio di Nonantola, in Quaderni della Bassa modenese, IV (1990), pp. 39-46

Vogelstein, H. - Rieger, P., Geschichte der Juden in Rom, Berlin 1895, vol. II.


[1] Su questi manoscritti, solo per citare alcuni studi che mostrano l'importanza del loro ritrovamento, si veda: Ben Ammi Zarfati, G., Dapim mitokh kitvei-yad shel ha Mishnah me "gnizat Italia" ("Alcuni frammenti di un codice della Mishnah provenienti dalla genizah italiana"), in Italia, IX (1990), pp. 4-36; Perani, M., Frammenti di manoscritti ebraici nell'Archivio della Partecipanza Agraria di S. Agata Bolognese appartenente all'antico territorio di Nonantola; idem, Frammenti di manoscritti e libri ebraici a Nonantola, Nonantola 1992; Fregni E. - Perani, M.(a cura di), Vita e cultura ebraica nello stato estense, Nonantola, 1993.

[2] Perani, M., Frammenti di manoscritti, pp. 40-41.

[3] Colorni formula questa ipotesi, basandosi sulla notazione in margine a un manoscritto, che dice: Ita dico ego Abraham Sforno filius excellentis domini mei R. Israelis Sforno, quem Deus incolumen faciat, hic in civitate Nonantil (sic), in aedibus clarissimi domini mei Abtalionis Modena, quem Deus incolumen faciat (riportata in Peyron, B., Codices hebraici manu exarati Regiae Bibliothecaer quae in Tuarinensi Athenaeo asservantur, Torino, 1880, p. 30) e sulla correzione della lezione errata "Nonantil" con quella esatta "Nonantola", riportata dallo Steinschneider (Steinschneider, M., Hebraische Bibliographie, vol. XXI, 1880–81, p. 27). Quanto all'esistenza di una biblioteca di Avtalyon Modena, si trova attestata da Azaryah de' Rossi (Meor Enayim, parte III, Imre binah, cap. 19). Colorni, V., Un dotto ebreo a Nonantola nel '500, in Fregni E. - Perani, M.(a cura di), Vita e cultura ebraica nello stato estense, pp. 96-97.

[4] Ivi, pp. 98-99. Per ulteriori dettagli su Avtalyon Modena, cfr. anche Colorni, V., Judaica Minora, p. 712; Ghirondi, S.-Neppi, H.,  Toledoth pp. 26-29; Vogelstein, H. - Rieger, P., Geschichte der Juden in Rom, vol. II, p. 176.

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