Ferentino

Titolo

Ferentino

Testo

Provincia di Frosinone. Città romana, nel Medioevo fu sede del rettore papale per le provincie di Campagna e Marittima.

 

Una presenza ebraica documentata a F. risale al '400 e gli Statuti locali, redatti nel 1463/4, ma contenenti elementi più antichi, fanno riferimento alle attività svolte dagli ebrei (prestito e commercio), alle norme di carattere sociale ispirate ai divieti ecclesiastici e alla tassazione imposta agli israeliti. Le disposizioni contenute in tali Statuti risultano più severe dei Capitula emessi dalla Camera Apostolica per i feneratori abitanti qui, a Terracina e a Piperno[1].

Da una lista, stilata per il versamento della vigesima del 1472 da parte degli ebrei nel Lazio meridionale, si evince che a F. abitavano cinque nuclei familiari ebraici: quello di Mele e Elia, figli di Emanuele, quello di Emanuele di Salomone Mosecti, quello di Consiglio di Gaio e quello di Abramo e Salomone di Leuccio. I figli di Emanuele svolgevano l’attività di prestatori e commercianti ed anche la loro discendenza (cioè Mosè di Mele e Gabriele ed Emanuele di Elia) abitava a F. Sappiamo, inoltre, che Rosa, figlia di Elia, sposò nel 1488 Emanuele di Ventura di Bonuomo, medico e banchiere romano[2].

Nel 1493 papa Alessandro VI ordinò al giudice generale nelle provincie di Campagna e Marittima di indagare sull'accusa mossa a Tommaso Cattaneo, vescovo di Cervia e già governatore delle provincie suddette, di aver cambiato senza autorizzazione la pena capitale comminata ad Emanuele di Elia, che confessò di aver avuto rapporti carnali con donne cristiane e fanciulli ebrei, in una multa di 100 ducati[3].

Ad essere processato nel 1510 fu, invece, Mosè di Mele, accusato di aver cercato di far riabbracciare l’ebraismo ad una certa Rosa da F., che era stata costretta ad abiurarlo. Intorno al 1516, poi, lo stesso Mosè subì un nuovo procedimento per aver intrattenuto rapporti carnali con una cugina ebrea ed una donna cristiana e fu multato di 200 ducati[4].

Negli anni successivi gli ebrei di F. pagarono la vigesima ancora come gli altri correligionari dello Stato della Chiesa e, nel 1524, Samuele di Mele da F. fu proprio uno dei collettori della tassa dagli ebrei delle provincie di Campagna a Marittima[5].

Nella prima metà del XVI secolo vennero anche confermati per altri 5 anni dal camerlengo papale i privilegi del prestatore Dattilo di Mele della Ripa (1544)[6], ma sua figlia Speranza fu rapita dalla curia del vescovo di Ragusa, governatore papale delle provincie di Campagna e Marittima, con il pretesto che ella avesse espresso la volontà di convertirsi al cristianesimo (fatto del tutto negato dalla stessa giovane): in seguito ad una querela presentata dal padre e da Maestro Vitale di Angelo da Tivoli, marito della donna, il camerlengo dette ordine di investigare sulla faccenda[7].

Altro banchiere a F. in quest'epoca fu il medico Raffaele di Emanuele da Sermoneta[8].

 

 

 

Bibliografia

 

Caciorgna, M.T., Ebrei in Campagna e Marittima tra XIV e XV secolo. Osservazioni sui capitula concessi dalla camera apostolica, in Gli ebrei a Ferentino e nel Lazio meridionale fino alla seconda metà del XVI secolo (Lützenkirchen, G., a cura di), Ferentino 2001, p. 47 e seguenti.

Esposito, A., Gli ebrei a Ferentino nel tardo medioevo: prime indagini, in Gli ebrei a Ferentino e nel Lazio meridionale fino alla seconda metà del XVI secolo (Lützenkirchen, G., a cura di), Ferentino 2001, p. 35 e seguenti.

Esposito, A., Una descriptio relative alla presenza ebraica nel Lazio meridionale nel tardo quattrocento, in Latium 2 (1985), p. 151-158.

Simonsohn, S., The Apostolic See and the Jews, 8 voll., Toronto 1988-1991.

 

 


[1]Caciorgna, M.T., Ebrei in Campagna e Maritima, p. 47 e segg.; Esposito, A., Ebrei a Ferentino, p. 36 e segg.  Gli Statuti di F. furono pubblicati da Venditelli a Roma nel 1988, e i capitula daCaciorgna..

[2] Esposito, A., Una descriptio, p. 157; Simonsohn,S., The  Apostolic See and the Jews, doc. 960.  

[3] Simonsohn, S., The Apostolic See and the Jews, doc. 1151.

[4] Ivi, doc. 1205; Esposito, A., Ebrei a Ferentino, p. 44.

[5] Simonsohn,S., The Apostolic See and the Jews, doc. 1316. Per altri pagamenti delle tasse papali da parte degli ebrei di F. si vedano doc. 2188, 2200, 2306, 2312, 2413, 2601.

[6]Ivi, doc. 2344. Fu banchiere anche a Frascati (Tuscolo). Ivi, doc. 2352.  

[7] Ivi, doc. 2384.

[8] Ivi, doc. 2354.

Geolocation