Paliano

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Paliano

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Provincia di Frosinone. P. si erge nel settore occidentale dei monti Ernici e fu, insieme a Palestrina, il centro della potenza della famiglia Colonna. Alla metà del ‘500 Paolo IV privò i Colonna dei loro domini e, formato lo “Stato di Paliano”, lo diede al nipote Giovanni Carafa. Da ciò l’origine della guerra tra Paolo IV e il re di Spagna, finita col ritorno dei Colonna nei loro possessi e con la “Pace di Cave” (1557)[1].

 

Gli ebrei sono attestati a Paliano già nella prima metà del secolo XV. Il 23 luglio 1443, infatti, Brunetta di maestro Vita di Salomone di Sermoneta, moglie di Daniele di Abramo di P., con il consenso del marito contestò al padre 26 fiorini, parte della propria dote[2].

Nel mandato per l’esazione della tassa della vigesima del 1472, P. figura con due nuclei ebraici, i quali dovevano insieme 6 ducati. Gli ebrei della cittadina sono presenti anche nelle tassazioni del 1476, 1524 e 1550: in quest’ultima, la tassa, pagata da un Mastro Leuccio, fu di 2 ducati e 8 bolognini[3]. Maestro Leuccio è il chirurgo Aleucius Habraam al quale era stata data nel 1544 la licenza, valida per tre anni, di gestire qui un banco di prestito e che nel 1554 fu esentato, insieme ai figli, dal pagamento della vigesima. Una licenza triennale di prestare su pegno, inoltre, fu concessa nel 1553 a Ventura figlio di Elia, ossia del già nominato Leuccio o Aleucius[4].

La bolla Cum nimis absurdum di Paolo IV (14 luglio 1555) impose, come è noto, a tutti gli ebrei residenti nelle terre della Chiesa una serie di obblighi e divieti  oppressivi, tra cui l’interdizione ai medici di curare cristiani. Maestro Habraam, medico di P., fu allora portato in giudizio a Segni davanti al commissario pontificio Annibale Britio per rispondere di diverse violazioni della bolla. Egli affermò che dopo la bolla non aveva più esercitato l’arte medica né a Segni né altrove, negò di fare commercio di generi di prima necessità e ammise solo di avere conservato una certa quantità di grano, vino e olio, che aveva riportato da Segni a P. in casa de Ioseptolo, parte per uso proprio e della famiglia e parte da vendere per aiutarsi a vivere; nella suddetta casa egli aveva anche panni di lana e lino, pegni e vesti delle sue donne e certi libri di medicina. Per il resto dichiarò di avere osservato la bolla, tranne quelle disposizioni per le quali era stato già processato a Tivoli, insieme al fratello Ventura, il  primo dicembre 1555. In questa occasione entrambi erano stati rei confessi di avere riscosso crediti dopo la bolla nei giorni festivi e di avere cancellato alcune partite scritte in ebraico. Ma per queste trasgressioni avevano già pagato una multa di 15 scudi d’oro ciascuno. Ad ogni buon conto, il commissario pose sotto sequestro i beni che Mastro Habraam conservava a P.[5].

 

Bibliografia

 

Bizzarri, G.,  La città del Paliano. Il castello di Zancati, Paliano 1998.

Caciorgna, M.T., Presenza ebraica nel Lazio meridionale: il caso di Sermoneta, in  Aspetti e problemi della presenza ebraica nell’Italia centro-settentrionale (secoli XIV e XV), Roma 1983, pp. 129-173.

Esposito, A Una descriptio relativa alla presenza ebraica  nel Lazio meridionale nel tardo Quattrocento, in Latium, Rivista di Studi Storici, 2 (1985), pp. 151-158.

Esposito, A.,  Gli ebrei nella regione di Campagna alla fine del Medioevo: prime indagini, in Latium, Rivista di Studi Storici, 7 (1990), p. 1-26.

Pacitti, L., Storia della terra di Paliano, Paliano 1983.

Simonsohn, S., The Apostolic See and the Jews, 8 voll., Toronto 1988-1991.

Stirpe, M.,  Gli ebrei di Campagna e Marittima e l’editto di Paolo IV, in Scritti in memoria di G. Marchetti Longhi, Anagni 1990, pp. 291-329.

 

 


[1]Pacitti, L., Storia della terra di Paliano, Paliano 1983; Bizzarri, G.,  La città del Paliano. Il castello di Zancati, Paliano 1998 (e.a.).

[2] Caciorgna,  M.T., Presenza ebraica nel Lazio meridionale, pp. 138, 162.

[3] Simonsohn, S.,  The Apostolic See and the Jews, doc. 960, 1316; Esposito, A., Una descriptio relativa alla presenza ebraica nel Lazio meridionale, pp. 153-154; Stirpe,  Presenza ebraica nel Lazio meridionale, p. 30.

[4] Simonsohn, S., The Apostolic See and the Jews, doc. 2368, 3209, 3138.

[5] Stirpe, M.,  Gli ebrei di Campagna e Marittima, pp. 315-316.

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