Mori

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Mori

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Provincia di Trento. Di origini antiche, è menzionata la prima volta nei documenti nell’845. Nel Medioevo la zona fu soggetta ai Castelbarco di Monte Albano, quindi fu occupata dai Veneziani nel 1439. Diventò, dunque, uno dei Quattro Vicariati, zone così denominate dai vicari che vi amministravano la giustizia.

Proprietario del banco a M. fu Salomone de Sacerdoti, che si battezzò nel 1560. Salomone donò a sua moglie Usellina e ai suoi figli ebrei, che abitavano a Pavia, i banchi di prestito siti in Riva di Trento, M. e Rovereto[1]. Egli, inoltre, nel 1560 ratificò per il fratello Crassone, abitante a M., un’obbligazione verso Michele Ottolenghi a Lodi.

Unica altra notizia (finora rinvenuta) relativa ad una presenza ebraica a M. è la tolleranza concessa nel 1615 dal cardinale Pietro Aldobrandini ad Abramo Norsa e compagni per poter tenere un banco feneratizio nella località[2].

Bibliografia

Loevinson, E., La concession des banques de prêts aux juifs par les papes des seizième et dix-septième siècles, in REJ 92 (1932), pp. 1-30; 93 (1932), pp. 27-52, 157-178; 94 (1933), pp. 57-72, 167-183; 95 (1934), pp. 23-43.

Simonsohn, S., The Jews in the Duchy of Milan, 4 voll., Jerusalem 1982-1986.


[1] Simonsohn, S., Milan, doc. 3139, p. 2921.

[2] Loevinson, E., Banques de prêts, p. 169.

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