Ciminna

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Ciminna

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Ciminna, 16 chilometri a sud di Termini Imerese, in Val di Mazara, era già un abitato in epoca antica, venne rifondata nel medioevo ed in seguito fu un feudo dei Ventimiglia.

Qui, nel 1328, quattro uomini, tra cui due cavalieri, assalirono il piccolo nucleo ebraico locale, che troviamo regolarmente testimoniato nella documentazione per tutto il '300 ed il '400, attraverso atti (stilati anche dal notaio Antonio di Michele da Termini Imerese, che rogò in loco per alcuni anni) relativi alle attività commerciali e artigianali ed ai pagamenti dei tributi.

La comunità ebraica di C., il cui quartiere era posto nella zona sud della cittadina, fu tra le più piccole della Sicilia e, alla vigilia della partenza (1492), subì maltrattamenti da parte del barone: per ovviarvi e proteggere gli ebrei il viceré dovette inviare un algozirio[1].

 


[1] Simonsohn, Jews in Sicily, Doc. 370-376, 5468, 5628, 5607, pp. 5655, 5788, 6087. Sugli gli atti del notaio Antonio di Michele, si veda il vol. 16, p. 10803 e segg.; Si vedano, inoltre, Palermo, Jewish Settlements, p. 114 e Trasselli, Sull'espulsione, p. 8. Sui rapporti degli ebrei con l'autorità, con le istituzioni comunitarie ed altri aspetti si veda la voce relativa alla città di Palermo.

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