Sogliano sul Rubicone

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Sogliano sul Rubicone

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Provincia di Forlì. Nel Medioevo S. fu retta da un ramo dei Malatesta di Rimini, che lo tennero sino al 1640.

Da un documento del 1526 relativo alla vertenza tra un piccolo gruppo di ebrei, all'epoca residenti a Cesena (Ezechiele e Leo di Dattilo di Fano, Zacharias Davit e Salomone di Emanuele di Cesena), e Bonaiutus e Liucius, pure di Cesena, risulta che Ezechiele e soci avevano ottenuto da Roberto (Rambertus) Malatesta, signore di S., la licenza per la gestione dodecennale di una taverna o una drogheria a S. ed il diritto di prelazione nella gestione del banco feneratizio, mentre Bonaiutus e Liucius avevano intavolato a loro volta una trattativa con Roberto per il banco, senza consultarli, dando così origine al contenzioso in questione.

Dal documento, inoltre, risulta che Ezechiele e soci avevano ricevuto il permesso papale per citare in giudizio presso un tribunale ebraico i due correligionari, mostrando che l'autorità pontificia riconosceva, all'epoca, in casi del genere, l'amministrazione della giustizia da parte dei tribunali rabbinici[1].

Due anni dopo, Bonaiuto Aleucci di Arezzo, con familiari e soci, si era insediato a S. come feneratore e doveva osservare alcuni emendamenti alla condotta stipulata con Cesena, soprattutto in materia di vendita dei pegni[2].

La presenza ebraica a S., che si inscrive negli insediamenti ebraici del Forlivese, tra la metà del XV secolo e la fine del successivo è attestata anche da altra fonti[3].

 

Bibliografia

Colorni, V., Legge ebraica e leggi locali, Milano 1945.

Luzzati, M., Banchi e insediamenti ebraici nell'Italia centro-settentrionale fra tardo Medioevo e inizi dell'Età moderna, in Vivanti, C. (a cura di), Storia d'Italia, Annali 11, Gli Ebrei in Italia, Torino 1996, pp. 175-235.

Muzzarelli, M.G., Ebrei e città d'Italia in età di transizione: il caso di Cesena dal XIV al XVI secolo, Bologna 1984.

Simonsohn, S., The Apostolic See and the Jews, 8 voll., Toronto 1988-1991.

Volli, G., Gli ebrei a Lugo, in Studi romagnoli, 4 (1953), pp. 143-183.


[1] Simonsohn, S, The Apostolic See and the Jews, doc. 1366. Sui feneratori di Cesena, ricordati nel documento, cfr. Muzzarelli, M.G., Ebrei e città in età di transizione: il caso di Cesena dal XIV al XVI secolo, pp. 201, 203, 213 n., 214, 215, 224, 225. Sul fatto che l'episodio mostra come, all'epoca di Clemente VII, il ricorso ai tribunali ebraici in vertenze di questo genere godesse dell'avallo papale, cfr. Simonsohn, S., op. cit. History, p. 445. Il Colorni, invece, riteneva che nello Stato pontificio gli ebrei non avessero mai avuto facoltà di erigere tribunali rabbinici (Colorni, V., Legge ebraica e leggi locali, pp. 319-320).

[2] Simonsohn, S., op. cit., doc. 1396.

[3] Luzzati, M., Banchi e insediamenti ebraici nell'Italia centro-settentrionale, p. 203. Anche la Volli ricorda l'insediamento a S., di cui resta traccia nel cognome ebraico Soliani: Gli ebrei a Lugo, p. 150, n. 22.

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