Maiori

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Maiori

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In provincia di Salerno, sulla Costiera Amalfitana, allo sbocco della valle di Tramonti. Nel 1443 fu tassata per 179 fuochi.

La presenza ebraica a Maiori è caratterizzata dall’attività bancaria. Nel 1489 vi era prestatore Moise de Iannectau, sul cui banco Gentilesca, vedova di Raffaele di mastro Angelillo di Roma, aveva depositato 300 ducati che aveva ricevuto per donazione tra vivi dal secondo marito, mastro Guglielmo[1]

Nel 1493 Aron Carziullo vantava un credito di 120 ducati, più l’interesse, presso Nardello Imperato di Maiori[2]. Nello stesso anno aprì nella città un banco Gabriele de Salamone di Salerno, ma nel successivo 1494, per il timore di violenze occasionate dall’invasione del regno da parte di Carlo VIII di Francia, egli chiese di ritornare a Salerno.  Per lo stesso motivo, Moise de Iannectau chiese e ottenne di trasferirsi col banco in una località più sicura all’interno del ducato di Amalfi. Nel 1499, però, egli era di nuovo attivo a Maiori[3]. Un altro prestatore, che un tempo aveva operato nella città, e che nel 1496 vi quietanzava i crediti con i suoi debitori, fu Manuele di Nola[4].

Un documento registra già nel 1252 in Maiori il toponimo  Sinagoga, ubicato «supra lu Tisitu in vico ecclesie Sancti Angeli», nel luogo detto  Ciarariis, o li Citarelli, e di poi il lazzaro[5]. Il toponimo, attestato anche altrove nel Mezzogiorno, non è chiaro nel suo significato e potrebbe non indicare un’antica presenza ebraica nella località.

Cesare Colafemmina


[1] Ferorelli, Gli ebrei nell’Italia meridionale, p. 145.

[2] Colafemmina, Documenti per la storia degli ebrei a Napoli e in Campania, p. 15, doc. 9.

[3] Colafermmina,  Documenti per la storia degli ebrei in Campania (IV), p. 35, doc. 23, Silvestri, Gli ebrei nel regno di Napoli, pp. 62-63.

[4] Camera, Memorie storico-diplomatiche, I, pp. 348-349.

[5] Mazzoleni, Il Codice Perris, I, pp. 579-580, doc. 285; VI, p. 1421, doc. 595 (a. 1428); G. Gargano, Stranieri ad Amalfi nel Medioevo, in «Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana» 9 (1989), pp. 139-140.

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